Sanremo: Bellucci, Lauro parla di droghe, basta con istigazione

È inaccettabile che il Festival di Sanremo si presti a una canzone i cui contenuti associano alle droghe elementi positivi

(ANSA). Si sta sviluppando un gran dibattere sull’opportunità o meno di far partecipare, alla rassegna musicale più importante in Italia, una canzone che propone palesemente, e chi lo nega è gravemente in malafede, l’assunzione di droga. Da esperta del settore e da parlamentare ritengo intollerabile sentire numerose canzoni che fanno altrettanto e inneggiano all’uso di droghe, così come accade anche in altre forme di arte.

Credo sia arrivato il momento di dare piena attuazione all’Articolo 82 del Testo Unico Stupefacenti e perseguire chi istiga pubblicamente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. È inaccettabile che il Festival di Sanremo si presti a una canzone i cui contenuti associano alle droghe elementi positivi come l’aumento di qualità e prestazioni. Le droghe, infatti, oltre a compromettere l’assuntore sul piano psicologico e organico, diminuiscono le prestazioni e, dover ribadire questo, fa comprendere quanto la politica permissivista abbia compromesso la salute della nostra società.

I modelli positivi, che talvolta chiamiamo geni sono coloro che con sacrificio, determinazione e lucidità, fanno il possibile per strutturare le loro intuizioni con le risorse possedute. Le droghe sono l’opposto perché, nel tentativo di trovare la cura alle sofferenze più profonde, si accresce solo il proprio malessere. Per questo, quando si hanno delle difficoltà, è meglio rivolgersi ad uno specialista, perché con le Rolls Royce si va fuori strada.

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