Droga: Bellucci(FdI), governo affronti il problema

(ANSA) – ROMA, 26 GIU – “Oggi abbiamo celebrato la XXXII Gionata Mondiale dedicata alla Lotta alla Droga istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Lo abbiamo fatto con le categorie piu’ rappresentative del Servizio Pubblico e del Terzo Settore, analizzando con critica costruttiva il DPR 309/’90, che disciplina in materia di droga, mettendo in luce gli aspetti disattesi del decreto e quelli superati perche’ il fenomeno tossicodipendenza e’ radicalmente mutato nei trent’anni trascorsi. In Italia, negli ultimi sette anni, i Governi non hanno fatto alcuna politica sulle tossicodipendenze, facendo giungere la nostra Nazione seconda in Europa per consumo di cannabinoidi e quarta per consumo di cocaina. In particolare, l’uso di sostanze psicoattive coinvolge una percentuale sempre maggiore di studenti: il 26% degli ragazzi tra i 15 e i 19 anni, pari a 650.000, ha riferito di aver assunto sostanze psicoattive illegali; 90.000 fanno uso 10 o piu’ volte al mese di cannabis e 17.000 di cocaina (Dati Relazione al Parlamento 2017 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia)”. Lo afferma Maria Teresa Bellucci, Deputato di Fratelli d’Italia. “Inoltre – prosegue – secondo gli ultimi dati ufficiali del DPA, comparando il 2015 e il 2016, si osserva un incremento del 17,3% delle persone deferite all’Autorita’ Giudiziaria per reati connessi alle sostanze stupefacenti. Su questo dato gli stranieri rappresentano il 32,2% del totale e, se si raffronta il dato dei cittadini stranieri presenti in Italia, pari all’8% della popolazione generale, si osserva una maggiore incidenza di reati a loro carico per il 460%. Anche i sequestri delle differenti droghe, in base alla loro richiesta sul mercato, nel rapporto tra le annualita’ solari 2015 e 2016, registrano un incremento del 347,1% di Marijuana, del 233,6% di piante di cannabis e del 16,1% di cocaina. Per restituire ai cittadini italiani la dignita’ e il rispetto che meritano, in qualita’ di prima firmataria, ho presentato una risoluzione volta a fare in modo che il Governo dia presto un corretto indirizzo politico al Dipartimento Politiche Antidroga”.

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Sanita’: Bellucci (FdI), misure per bloccare violenza su operatori

(AGI) Roma, 19 giu. – Spiega che “con una frequenza crescente apprendiamo delle aggressioni ai danni del personale sanitario intento a svolgere il proprio lavoro in contesti le cui attivita’ sono centrate sulla capacita’ di intervento soprattutto in condizioni di emergenza, quali i Pronto Soccorso e nei 118, ma anche presso i Ser.D. e nei reparti di Psichiatria” e osserva che “le cause che generano l’aggressivita’ verbale, troppo spesso sfociata anche in aggressivita’ fisica, sono imputabili alle lunghe attese per le visite, alla difficolta’ a reperire un posto letto e ai disservizi derivanti dall’esiguita’ del personale medico e infermieristico”. Maria Teresa Bellucci fa riferimento ai dati Inail, “confermati dal ministero della Salute”, secondo i quali “piu’ di un terzo, pari a 1200 casi, dei 4 mila infortuni riferibili a violenza sui luoghi di lavoro riguardano gli operatori della sanita’ ed il 70% e’ costituito da donne”. Dunque, la deputata Fdi annuncia che “per arrestare questa vera e propria forma di escalation di violenza contro quei lavoratori del comparto sanitario che quotidianamente si adoperano per prendersi cura della comunita’ umana delegatagli, spesso in condizioni di vario disagio e di molteplici limiti, ho lavorato per presentare una mozione, in qualita’ di prima firmataria, che impegni il governo ad offrire un’adeguata formazione ai dirigenti e ai lavoratori, affinche’ possano essere in grado di affrontare questo fenomeno”. L’intento, prosegue Bellucci, e’ anche quello di “favorire la stipula di accordi di cooperazione con le varie istituzioni come Forze dell’Ordine, Servizi di Vigilanza e Addetti alla Sicurezza, Ispettorato del lavoro, Servizi Sociali, Associazioni di studio, prevenzione e gestione degli episodi di violenza; a favorire la definizione ed implementazione all’interno dei luoghi di lavoro di misure di prevenzione, di tipo logistico-organizzativo e/o tecnologico, e controllo delle situazioni di rischio identificate; a supportare il personale esposto alle molestie e/o alla violenza da un punto di vista medico, psicologico, medico legale, giuridico e assicurativo; a disciplinare adeguatamente e organicamente la sicurezza sui luoghi di lavoro”. “La mia vicinanza, dunque, va a tutti quegli operatori della sanita’ vittime di aggressione nel corso dello svolgimento del loro lavoro, insieme alla stima provata nei confronti di tutte le categorie professionali del comparto sanitario per l’encomiabile vocazione di volersi donare all’altro nel tutelare ed assicurare il bene piu’ prezioso per chiunque: la salute”, conclude.

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Salute: Bellucci (FdI), anch’io a ‘Race’ per chi combatte come me

“Partecipo alla Race for the Cure per dire, a gran voce, che il cancro si puo’ vincere”. Porta la sua storia personale, “dopo 13 anni dalla prima diagnosi e 5 dalla seconda – rivela- sono ancora qui, a correre per me, per tutte le donne che stanno combattendo contro il cancro e per tutte quelle che non ci sono piu'”, la deputata FdI Maria Teresa Bellucci, per ricordare che “una donna su 9 sviluppa un tumore al seno nel corso della vita, ogni anno 50.000 donne hanno una diagnosi di cancro al seno, la neoplasia piu’ frequente tra le donne e la principale causa di morte femminile oltre i 35 anni”. “Ancora piu’ ora, come deputata di Fratelli d’Italia, sento la responsabilita’ di battermi per promuovere la prevenzione, la gratuita’ e reale accessibilita’ agli esami diagnostici, soprattutto – conclude – per chi ha o ha avuto il cancro, il pieno diritto alle migliori cure e ad un supporto psicologico, la tutela dei diritti e dell’assistenza alle lavoratrici, in particolare di quelle autonome prive di adeguati ammortizzatori sociali”.

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Nel gioco d’azzardo si spende quanto per il cibo

Un premio a chi toglie le slot da bar ed esercizi pubblici, ma anche un riconoscimento a chi le apparecchiature non le ha mai volute all’interno della propria attività.

Ludopatie, Paolo Bianchini (FdI), per combattere una vera e propria piaga che si abbatte migliaia di famiglie, ha ben chiaro cosa fare. Intanto, riprendere le iniziative avviate quando era assessore provinciale ai Servizi sociali.

“Avevo proposto una mappatura dei luoghi – ricorda Bianchini – e istituito un premio di responsabilità sociale ai bar che toglievano le slot. Premio poi tolto da chi è venuto dopo di me, parlo dell’amministrazione Mazzola”.

Bianchini è candidato al consiglio comunale di Viterbo: “Se dovessi essere eletto – lo riproporrei. Una delle prime iniziative in consiglio comunale, poi, sarebbe la mappatura di luoghi sensibili, parchi, scuole, luoghi di culto. Mai effettuata dal comune. Quindi, operare sugli orari d’apertura e le distanze di sicurezza”.

Il gioco d’azzardo è una patologia in continuo aumento e non ha un’età. Si diffonde tra giovani e meno giovani. Anche a Viterbo, molto diffusa. “Quando ero assessore – ricorda Bianchini – parlo del 2013, avevamo calcolato in 2800 i giocatori patologici nella nostra provincia”. Numero che probabilmente nel tempo è cresciuto.

“La raccolta del gioco d’azzardo – spiega Maria Teresa Bellucci, presidente nazionale Modavi – è arrivata a superare i 100 miliardi di euro. E mentre cresce la povertà e si allarga la crisi, si gioca sempre di più. Per mangiare si spendono 129 miliardi. Per il gioco d’azzardo si spende molto di più che non nell’istruzione.

Se si gioca sempre di più, vuol dire che ci si aspetta una risposta alle difficoltà. Attraverso una vincita basata sul nulla. E sul nulla si ritiene di poter uscire da crisi e sofferenza. Invece, si costruire la disperazione e non la soluzione”.

Sono 800mila i giocatori in Italia: “Ma il dato – sottolinea Bellucci – è sottostimato. Nel Lazio la spesa è di 10 miliardi l’anno e come regione siamo secondi solo alla Lombardia”.

Dieci miliardi è anche la cifra che lo stato incassa. “Destinando appena – continua Bellucci – lo 0,5% alla prevenzione. Mentre ha rinnovato 22mila concessioni per altrettante sale”.

L’incontro, alla Casa tricolore FdI, presente anche il responsabile provinciale del partito, Giuseppe Talucci Peruzzi.

(Fonte: Tuscia Web)

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GIOCHI: BELLUCCI (FDI), RAFFORZARE CONTRASTO A LUDOPATIE

“Nel 2017, il gioco d’azzardo vale più di 100 mld – dati Aams elaborati dall’Adnkronos – e in 10 anni gli italiani raddoppiano la spesa nel gioco (+142,4%). Questo è uno dei settori più redditizi in Italia ma, con esso, è aumentata esponenzialmente anche la dipendenza da gioco d’azzardo, con tutte le ripercussioni che ciò determina sia nelle persone direttamente interessate che nelle famiglie. Gli italiani sempre di più puntano sulla fortuna e troppo spesso si trovano a spendere maggiori denari di quanto si possano permettere, nell’illusione di uscire da una realtà che angoscia e, invece, così facendo, distruggendo la propria vita e quella dei propri cari”. Lo dichiara Maria Teresa Bellucci di Fdi. “Le misure introdotte finora per affrontare il problema sono state pressoché inesistenti o, nel migliore dei casi, fumose. Come Deputato di Fratelli d’Italia – annuncia Bellucci – chiederò al prossimo governo di avviare immediatamente un’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico, attraverso un’incisiva regolamentazione e con il divieto di pubblicità, oltre all’introduzione della ‘tessera del giocatore’ – novità assoluta – così da garantire la legalità e la limitazione della spesa, a cui si aggiungerà l’inserimento del marchio di qualità per gli esercizi no slot”. “Chiederò che il 5% di quanto andato allo Stato attraverso il gioco sia destinato ad azioni di prevenzione, informazione e cura della ludopatia. La necessità, pertanto, è quella di un nuovo disciplinare che possa normare il circuito, che possa offrire strumenti di controllo per garantire il gioco in modo corretto e che preveda l’affiancamento di campagne informative nazionali, tarate su specifici target, oltre ad un capillare ed efficace sistema di prevenzione e cura”, conclude.

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BULLISMO, BELLUCCI (FDI): “FDI SI UNISCE ALL’APPELLO DEI 53MILA INSEGNANTI”

“Ci uniamo alla  richiesta di attenzione rivolta al Presidente Mattarella da parte dei 53mila insegnanti – come riportato oggi sulla stampa – stanchi del clima di violenza che imperversa nella scuola ad opera di adolescenti organizzati in baby gang o comunque dediti ad atti di bullismo. Una problematica emergente – tra cui rientrano anche i recenti casi di Roma come al Liceo Newton dove un ragazzo 14 enne è stato umiliato in chat – che compromette gravemente lo stato di benessere  degli studenti e del corpo docente e porta al fallimento della funzione educativa dell’istituzione scolastica. In ragione di ciò, come deputato di Fratelli d’Italia, ho avviato i lavori per la presentazione di una proposta di legge che istituisca la figura dello ‘Psicologo Scolastico’ all’interno delle scuole di ogni ordine e grado. Da troppo tempo, su tutto il territorio nazionale, la scuola e gli insegnanti conducono una battaglia solitaria contro l’emergere della violenza. Ed è proprio per non lasciarli soli che abbiamo immaginato di introdurre per legge una figura ad hoc, che possa intervenire negli episodi di violenza con un supporto reale e concreto da offrire ai docenti, alle vittime, ai bulli e alle famiglie. Gli insegnanti non devono essere lasciati soli e lo psicologo scolastico è una professionalità necessaria e indispensabile”.

È quanto dichiara in una nota Maria Teresa Bellucci, deputata di Fratelli d’Italia.

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MALTRATTAMENTI, BELLUCCI (FDI): LAVORO SU PL PER ISTITUIRE PSICOLOGO SCOLASTICO

A seguito dell’impennata dei fatti di violenza registratisi sull’intero territorio nazionale e che sembrano avere come protagonisti gli adolescenti, in termini di baby gang e di bullismo a danno sia dei pari che degli adulti, oltre che per affrontare gli episodi di abuso a danno dei bimbi o degli adolescenti all’interno del contesto scolastico, così come per affrontare la conflittualità verbale o fisica tra genitori e insegnati – figure fondamentali per un sano sviluppo dei minori – diventa dirimente e non più procrastinabile l’attuazione di una politica d’intervento professionale calibrata in modo sistemico, coerente e costante nel tempo, in grado di porre effettivamente la persona al centro. Come Deputato di Fratelli d’Italia ho avviato i lavori per la presentazione di una proposta di legge circa l’istituzione della figura dello ‘Psicologo Scolastico’ all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, che accompagnerà fino alla conclusione delle scuole secondarie di secondo grado, così da supportare la crescita e lo sviluppo sano dell’intelligenza emotiva parallelamente al processo di acquisizione delle conoscenze teorico-pratiche. Peraltro, l’Italia è la sola in Europa a non aver previsto lo Psicologo scolastico come figura di prevenzione del disagio, cura dello stesso e promozione di una sana crescita. Tale figura professionale potrà rappresentare invece una celere ed efficace “sentinella” rispetto all’individuazione del malessere vissuto e, insieme, un intervento qualificato verso la risoluzione del problema. Tutto ciò a vantaggio del minore ma anche dei genitori e dei docenti. In questo modo, dunque, non solo sarà possibile ridurre gli elementi di conflittualità, violenza e devianza, dunque il tasso di dispersione scolastica, ma si renderà possibile l’intervento quanto più celere nei casi di maltrattamento e abuso a danno dei minori da parte degli eventuali educatori o dei familiari.

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Nuovi deputati di Fratelli d’Italia: la psicologa e il farmacista

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Alleviare sofferenza e dolore. Intervista con Alma Salus

1. Dicosa si occupa la Alma Salus?
La onlus nasce nel 2005 e risulta iscritta nell’ambo delle onlus di diritto della Regione Lazio. Vanta una convenzione con l’Azienda Policlinico Umberto I della “Sapienza” di Roma dove opera in modo esclusivo attraverso la presenza di un volontariato “professionale” che si esprime nell’abito del progetto che ha segnato la storia e animato la operatività della onlus da quasi quindici. Il progetto “Al servizio dei bambini – Assisting children affected by serious pathologies hospitalized in the Polyclinic Umberto I in Rome”, rientra anche quest’anno tra le finalità istituzionali che l’Associazione Alma Salus si impegna a proporre e a realizzare.
Il principale obiettivo del progetto, è quello di assistere i bambini affetti da patologie temporaneamente e/o permanentemente invalidanti e/o in fase terminale, ospiti del Reparto di Oncologia pediatrica, Ambulatorio di Odontoiatria pediatrica, Ambulatorio di Cardiologia, Diabetologia e Allergologia del Policlinico Umberto I di Roma.
L’obiettivo prioritario diventa quello di alleviare le sofferenze e il dolore, mantenere e salvaguardare le risorse dei bambini che stanno male. Il progetto “Al Servizio dei Bambini” vuole ascoltare i veri bisogni dei più piccoli e delle loro famiglie.
È proprio la Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I a rappresentare il territorio di riferimento della operatività del progetto (Ambulatorio di Odontoiatria pediatrica diretto dalla Prof.ssa Antonella Polimeri; Ambulatorio di allergologia, diabetologia e cardiologia pediatrica diretto dal Prof. Bruno Marino; Reparto di Pediatria Oncologica diretto dalla Prof.ssa Anna Clerico).
L’elemento chiave del percorso metodologico è la continua attenzione e cura verso la relazione, l’ascolto, la qualità del tempo e dello spazio da dedicare ai piccoli pazienti, per permettere loro un’autentica e incondizionata espressione di sé. Le attività formative proposte ai nostri volontari che vengono proposte durante il corso dell’anno abbracciano diverse materie che vanno ad esplorare:
– la psicologia e la psicopatologia dell’età evolutiva, le fasi dello sviluppo cognitivo/affettivo-emotivo del bambino e l’importanza degli atteggiamenti genitoriali; – il rapporto con la malattia nell’età evolutiva; – l’esperienza di ospedalizzazione;
– gli elementi di psiconcologia dell’età evolutiva; – il gioco, la favola e ulteriori strumenti da utilizzare nel lavoro quotidiano all’interno degli ambulatori e dei reparti al fine di dedicarsi sempre meglio al bambino ma anche alla famiglia che lo accompagna; – l’utilizzo di test e strumenti clinici (Test della Figura Umana, Test della Persona nella pioggia, Test degli Animali, Favole della Duss, Scarabocchio di Winnicott, ecc.); – la metodologia della ricerca pediatrica. Queste attività sono supervisionate attraverso specifici incontri mensili di monitoraggio con lo
scopo di riflettere in gruppo sull’approccio alla realtà in cui si sta operando. Sono previsti inoltre gruppi Balint, che si propongono di migliorare le capacità degli
operatori di utilizzare la relazione interpersonale con i pazienti come fattore terapeutico e supervisioni cliniche, per riflettere in gruppo sull’operato clinico al fine di approfondire i contenuti teorico-clinici sottostanti.
La testimonianza che offriamo è maturata a fronte di tutta l’esperienza pregressa del progetto “Al servizio dei bambini”. Tale testimonianza si compie dinanzi al fiorire di molte storie, al loro dispiegarsi, evolversi, talvolta concludersi, in un ciclo di trasformazioni mutevoli. E del racconto di queste storie i protagonisti sono i bambini accolti nella clinica pediatrica del Policlinico Umberto I, che ogni anno incontriamo. Per questi bambini molte cose si sono pensate. L’intervento principale, prima ancora che quello di sostegno psicologico vero e proprio, si è fondato su un unico strumento clinico: il gioco. Il gioco ha animato il nostro giro clinico ad un livello soprattutto emozionale; un livello in cui accogliere i bisogni regressivi di dipendenza, che spesso molti bambini contattano nell’incontro della malattia, e un ponte da 3percorrere nella costruzione della relazione con i bambini. Parliamo del gioco come un gioco goduto e condiviso attraverso cui esprimere e canalizzare la gamma delle emozioni vissute, e ripetere esperienze passate. Se giocare, riprendendo la citazione freudiana posta in apertura della relazione finale del progetto, accomuna il bambino e il poeta, ci chiediamo: quali sono i punti di contatto? E perché attraverso il gioco? La riflessione metaforicamente proposta suggerisce che nella creazione artistica il poeta si comporti similmente al bambino che gioca, dando vita ad un mondo di fantasia che però prende molto sul serio, su cui investire cioè una grande carica emotiva, separandolo nettamente dalla realtà. Tutti gli operatori del progetto, consapevoli della preziosità di questi momenti di gioco, vi partecipano intensamente e con umiltà scientifica e si rendono disponibili a trattare questo aspetto come una dimensione seria, importante, da coltivare e far crescere.
Collegato a questo progetto e a completare e integrare la professionalità degli operatori volontari psicologi c’è un altro progetto: quello degli “Animatori in corsia”. Si tratta di una progettualità che definisce la popolazione dei più giovani impegnati nella onlus al servizio dei bambini. Sono giovani dai 18 ai 25 anni che dedicano tempo e passione nel far giocare i bambini e riempire il tempo dell’attesa tra una visita e l’altra o il tempo non strutturato tra terapie e riposo in regime di ricovero.
Il progetto di recente portato in corsia dalla onlus è “un adulto per amico” che ospita adulti e persone libere dal lavoro perché già in pensione disponibili e sensibili a portare un sorriso nei giorni di maggiore solitudine e “deserto” relazionale come i weekend e le festività. Altro progetto “Qualità e Professionalità” che la onlus promuove da sempre con il risultato di una rete di convenzioni con università statali e pontificie oltre che scuole di specializzazione in psicoterapia di diverso approccio sparse sul territorio regionale e non con l’obiettivo di favorire esperienze di tirocinio professionalizzante in reparti, day hospital e ambulatori del Policlinico Umberto I.

2. Quali sono le principali difficoltà che affronta la Alma Salus?
Pur rispettando un regime di continuità nel servizio volontario in ambito ospedaliero, con una fedeltà al contesto dell’Umberto I, la onlus fatica a svolgere le attività di formazione e di tutoraggio e/o supervisione dei volontari in una stessa sede. Da anni ci spostiamo in modo discontinuo per vari posti di Roma: dalla sede di via tiburtina alla sede di zona Parioli, alla sede successiva di piazza indipendenza, alla successiva sede di corso trieste e poi di via marsala, fino alla scelta di condividere gli spazi offerti dal modavi onlus in via Poma con una serie di difficoltà legate soprattutto alla distanza dal policlinico. Le risorse economiche sono poche. La onlus nel tempo ha provato a partecipare a molti bandi per promuovere le progettualità di cui sopra e pagarsi una sua sede legale. Ha ricevuto finanziamenti da privati, dalla provincia di Roma per un solo anno, dalla Fondazione Peretti per tre anni. Attualmente vive del sostegno dei volontari con le quote associative regolarmente versate dagli stessi, dall’aiuto che la Presidente ha potuto ottenere impegnandosi in prima persona, le erogazioni liberali di amici e di imprenditori o persone vicine alla onlus. Mancano fondi, manca una sede vicina al luogo della operatività.

3. Quale supporto potrebbero dare le istituzioni e la politica per risolvere tali problematiche?
Sarebbe auspicabile una sorta di ministero per il terzo settore, un mistero che abbia a cuore i problemi di chi anima le attività ospedaliere con professionalità e competenza; un ministero che dia una mente istituzionali ai vari problemi legali, amministrativi, burocratici e di segreteria che le onlus presentano a vario titolo e livello. Un ministero che metta a disposizione un ufficio per i progetti europei e per il fundraising con l’obiettivo di dare a tutti la opportunità di crescere e di sviluppare ogni forma di pensiero creando rete e servizi.

Dr Sofia Tavella- Presidente Alma Salus
sofiatavella@libero.it

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ADDIO A PADRE RASTRELLI, GRANDE IL SUO IMPEGNO CONTRO L’USURA

Ci addolora la morte di padre Massimo Rastrelli, grande protagonista della lotta all’usura, un impegno importante al servizio delle famiglie indebitate e strozzate dai debiti di gioco. E’ stato peraltro uno degli artefici della Fondazione Antiusura, che nei 27 anni di storia ha sensibilizzato il legislatore alla predisposizione della norma 108/96. L’insegnamento e la tenacia di padre Rastrelli sui temi dell’usura è in linea con l’impegno di Fratelli d’Italia. In questo senso abbiamo già avviato un lavoro sul territorio aderendo all’appello di ‘Mettiamoci in gioco’, importante associazione costituita da un’insieme di realtà Pubbliche e del Terzo Settore tra le più rappresentative in Italia, che si occupa di tutelare le tematiche che riguardano la famiglia, gli anziani e i giovani per quanto concerne il gioco d’azzardo. Con la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche, avvieremo un’azione di contrasto al gioco d’azzardo, una nuova regolamentazione che preveda anche il divieto di pubblicità, oltre all’introduzione della ‘tessera del giocatore’ – novità assoluta – così da garantire la legalità e la limitazione della spesa, a cui si aggiungerà l’inserimento del marchio di qualità per gli esercizi no slot.

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